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Il body painting è un'espressione artistica che, insieme al tatuaggio, al piercing e a numerose altre, va a comporre il vasto panorama della body art. Il corpo in tutto questo, come ci ricorda enfaticamente Barbara Kruger attraverso le sue opere, non è solo mezzo di espressione, ma materia, fino a diventare terreno di battaglia.
E' su di esso che scarichiamo tutte le nostre manie, vizi, paure, ossessioni; da sempre, o per lo meno da quando l'uomo pensante ha cominciato ad organizzarsi in società.
Il corpo come tempio dell'anima, ci ricordano tradizioni buddiste, motivo in piu' per la quale il piercing, il tatuaggio e la pittura corporale diventano sin dall'inizio della storia dell'uomo, strumenti di comunicazione fra le diverse persone; distingue i ruoli che ogni membro assume all'interno delle tribù; regola i rapporti tra vari individui sia nel quotidiano che nelle cerimonie, rendendo immediatamente palese al solo sguardo tutta una serie di informazioni sull'individuo in rapporto al gruppo (cfr. Claudia Mendini, artista appassionata di body art). Ad esempio, alcune tribù hanno una struttura circolare che, nei casi più semplici, è divisa a metà; i membri di ognuna delle due parti appartengono ad un clan, ognuno con il proprio segno disegnato, tatuato o scarificato sulla pelle. I giovani delle tribù possono sposarsi solo con uno appartenente all'altro clan.
La pittura corporale è segno distintivo importante, presente in tutte le culture tradizionali, dalle tribù Woodabi nel Mali che del body painting hanno fatto motivo di orgoglio come della cura dei loro denti, alle popolazioni invisibili dell'Amazzonia e persino al tradizionale teatro Kabuki in Giappone. Del resto, tutta la storia ci testimonia un vasto, variegato e raffinato utilizzo della pittura corporale: non ci sorprende allora che nelle tombe degli antichi Egizi siano state trovate sostanze coloranti utilizzate per abbellire e differenziare il corpo di grandi dignitari, oppure leggere nelle pagine degli storici romani delle pitture che le popolazioni nordiche utilizzavano in battaglia per spaventare il nemico
Il body painting è quindi universalmente e storicamente riconosciuto come mezzo per arricchire di sacralità il corpo umano nelle più variegate situazioni sociali.
Da oltre venti anni Tommaso Buglioni, fa del body painting una spettacolare performance. Si avvicina a questa forma d'arte alla fine degli anni 80, ad Amsterdam, dove scopre negli scaffali di un vecchio negozio di accessori per teatro dei colori ad acqua per il trucco scenico. Portati gli strumenti in Italia, a Tommaso non resta che esprimere il suo raffinato talento artistico sulla pelle di meravigliose modelle e ballerine e li propone nelle maggiori discoteche.. Da li a poco, icone della moda quali Terry Mugler, Vivian Westwood, John Galliano e Jean Paul Gaultier iniziano ad utilizzare il body painting come mezzo di espressioni sulle loro passerelle.
E' proprio Jean Paul Gaultier, nel 1999 alla Villa delle Rose di Riccione , ad applaudire una meravigliosa performance di Tommaso.
Tom ha fatto centinaia di evoluzioni sulle passerelle di mezza Europa; ha anche collaborato con la Wella per Orea Malià, con cui a Sanremo, nel 1997 ha catalizzato l'attenzione di tutti i partecipanti alla kermesse, con copertine di giornali, come Buttons, mentre fotografi di moda del livello di Paolo Monina e Mario Gomez hanno fissato con il loro obbiettivo il corpo colorato di stupende modelle pitturate da Tom.
Successivamente Tommaso ha collaborato con numerosi artisti per alcuni video musicali; infatti appaiono corpi meravigliosamente colorati nei video di Lucio Dalla ed Eros Ramazzotti. Per gli Articolo 31 tatua persino sul palco mentre il gruppo si esibisce; durante il concerto di Almamegretta dipinge una modella; per Luciano Ligabue, infine, lavora sul set del film Da zero a dieci, pitturando e truccando centinaia di comparse e, naturalmente, recitando una piccola particina.
A meta' anni novanta Tommaso si esibisce con il body painting a New York City, in locali prestigiosissimi come il Sound Factory e al Limelight. In Italia, discoteche come il Peter Pan, il Pascià, il Cocoricò, l'Echoes, la Villa delle Rose e il Byblos hanno metodicamente ospitato Tommaso Buglioni. Anche in TV l'artista è apparso numerose volte, da Rai 2 a Canale 5, Italia 1 e Rai 1 dove, durante il programma Uno Mattina condotto da Maria Teresa Ruta ed Amedeo Goria, Tom ha pitturato le finaliste di Miss Italia.
Attualmente Tommaso continua ad esibirsi in importanti locali Italiani e collabora con una società di navigazione per la quale realizza performance di body painting durante le crociere.
Decorazione temporanea, il bady painting viene eseguito con colori all'acqua, atossici e facili da lavare. Tom, artista sempre attento alle novità in commercio, utilizza da sempre i migliori materiali disponibili sul mercato, con un'occhio agli effetti speciali e ai trucchi di scena.
Lo stile raffinato, fluido, particolarmente attento alle armonie cromatiche e alle linee del corpo umano, fanno di Tommaso Buglioni un artista unico ed inimitabile.
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